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Preservativo: chi lo compra nella coppia?


Sulla scia dei precedenti articoli, basati su interviste fatte a ragazzi tra i 20 e i 35 anni di età[1], il cui scopo è stato quello di indagare il proprio rapporto con la prevenzione, abbiamo chiesto infine, quale dei due membri della coppia, acquista più spesso il preservativo, per farne uso durante il rapporto sessuale.

Ebbene dei 12 ragazzi intervistati, 11 sostenevano di farne uso, ma di questi, 8[2] hanno dichiarato che sono le donne a proporre e a portare il profilattico con sé. A quanto pare questa sembra che sia diventata un’abitudine tipicamente femminile, messa in atto, a detta loro, per evitare che la controparte maschile possa evitarne l’utilizzo, dimenticandosene.
Nello specifico, delle 6 ragazze che hanno fatto parte del campione, 5 hanno dichiarato di non uscire di casa, per un appuntamento galante, senza il preservativo, mentre del campione maschile, dei 5 soggetti che hanno detto di farne uso, 3 di questi hanno dichiarato che è la ragazza, ad evitare che la passione obnubili il senso di responsabilità. I restanti due ragazzi (dato che uno dichiarava di non farne mai uso) e una ragazza, invece, hanno detto che l’acquisto del preservativo era una prerogativa della componente maschile della coppia.
Molto interessante è stato notare, come cambiando i canali di acquisto del prodotto, cambiano anche le abitudini dei soggetti interessati e nello specifico i ragazzi che hanno dichiarato di acquistare personalmente i profilattici, lo hanno fatto tramite servizi di spedizione on line, acquistando su siti di rivendita specializzata. Mentre le ragazze che acquistano i profilattici, lo fanno tramite distributori automatici o in farmacia.

A questo punto dell’intervista è stato chiesto come mai, nonostante un evidente risparmio in termini economici dell’acquisto di profilattici on line, le ragazze preferissero i consolidati canali di rivendita ad personam. Le motivazioni sono state molteplici, ma principalmente facevano riferimento alla loro condizione, ovvero il fatto che abitassero ancora con i genitori e che quindi l’arrivo a casa di un pacco di profilattici non fosse visto di buon occhio. Altra motivazione, invece, ha riguardato il fatto che con pacchi di profilattici così grandi non avrebbero avuto modo di consumarli tutti per tempo.

Questo cambiamento così radicale, dove l’acquisto del preservativo, dall’essere una prerogativa esclusivamente maschile è divenuto quasi un simbolo di emancipazione femminile, dove non solo è la donna a proporre il sesso sicuro, ma se ne fa anche carico, ci spinge a riflettere sulla matrice dei rapporti umani. Le ragazze intervistate, hanno una prospettiva più lungimirante, hanno prerogative diverse, che si basano su una ricerca lavorativa più accurata ed in linea con il proprio percorso di studi e soprattutto non sono disposte a fare rinunce, per farsi una famiglia, come invece decenni prima, le loro madri hanno fatto. L’inno di battaglia di queste ragazze, è perfettamente riassunto da Vincenza[3], di 25 anni: “Non voglio avere rimpianti”.

Preoccupa un po’ la disattenzione maschile a questa pratica, che meriterebbe un’indagine più ampia in questo senso.

Resta il fatto che la scelta migliore è sempre e comunque la prevenzione.


[1] Le interviste sono state condotte ad un campione di 12 ragazzi eterosessuali, di cui 6 uomini (rispettivamente di 20, tre di 24, 29, 35 anni di età) e 6 donne (rispettivamente di 21, 25, 26, 27, 29, 33 anni di età).

[2] Degli 8 ragazzi intervistati, 5 ragazze e 3 ragazzi hanno affermato che è la donna a portare il profilattico durante gli incontri sessuali.

[3] I nomi sono di pura invenzione per tutelare la privacy della persona. Gli altri dati anagrafici sono riportati fedelmente.

Dott.sa Maria Lanciano

Psicologa con uno spiccato interesse per la ricerca sociale. Si occupa di dare voce ai soggetti direttamente interessati, ridefinendo costantemente il concetto di morale, etica, sessualità. Perché vivere nella società contemporanea, per dirla con le parole di Bauman, vuol dire “essere incapaci di fermarsi e ancor meno di restare fermi”.