L’omosessualità: dall’antico Egitto al XX secolo

Dopo aver trattato la storia dei costumi sessuali dall’età arcaica e l’antica grecia ai tempi contemporanei, affrontiamo ora il tema dell’omosessualità così come si è manifestata nel corso delle varie epoche storiche.

Anche se non c’è accordo sui meccanismi che conducono all’orientamento omosessuale, vi è invece assoluta certezza scientifica che l’omosessualità non è una malattia e non può e non deve essere curata.

Storia dell’omosessualità in Occidente

La storia dell’omosessualità nel mondo antico comprende e abbraccia in pratica tutte le civiltà, iniziando dall’antico Egitto. L’Iliade narra la storia di Achille e Patroclo, esempio di fortissima amicizia virile. Anche la Sacra Bibbia descrive figure di donne e uomini legati emotivamente ai propri simili: David, il pastorello unito da un’inviolabile amicizia col figlio del re, Gionata.
La poetessa dell’antica Grecia Saffo di Lesbo canta le pene d’amore di una donna nei confronti di un’altra donna.
Nel mondo classico greco e romano, pare esservi una spiccata predilezione nei confronti della pederastia: rapporto etico, estetico e perfino (ma non necessariamente) erotico tra un uomo adulto e un adolescente.
Tra i numerosi esempi storici dell’antichità abbiamo Antinoo tramutato in un autentico dio dalla passione dell’imperatore romano del II secolo Adriano.

omosessualità antica grecia

L’atteggiamento e la risposta sociale a queste manifestazioni di affetto, tutte indicanti una “attitudine omosessuale” sono stati molto variegati, sia nel corso del tempo che del luogo, con valutazioni assai diversificate che comprendono sia la totale accettazione e integrazione fra i comportamenti socialmente accettati, sia la condanna senza appello come abominio, immoralità e peccato.

Una gran quantità di definizioni sono state date per interpretare tali comportamenti e i relativi soggetti praticanti; uno dei più diffusi in occidente è stato quello di sodomia, termine di origine religiosa basato sulla celeberrima storia dei perfidi abitanti di Sodoma.

Nell’Europa medievale, nonostante la condanna della tradizione cristiana che riteneva comunque inaccettabile l’attività sessuale fra individui dello stesso sesso, l’omosessualità fa la sua comparsa con la cosiddetta amicizia romantica, poi il sentimento di agape (amore disinteressato e smisurato) che lega certuni monaci medioevali.

Nel Rinascimento l’omoerotismo tracima in ambito artistico: basti pensare alla figura di San Sebastiano nella pittura, sempre più giovane, sempre più bello e sempre più nudo.

Nel XVIII secolo lo storico dell’arte e neoclassicista tedesco con forti inclinazioni omoerotiche J. J. Winckelmann dà origine all’estetica moderna, al gusto nei confronti del bello, soprattutto riferito all’antichità greco-romana.
Alla fine del XIX secolo un altro tedesco omofilo, W. von Gloeden, si rifugia in Italia del sud e crea il nudo maschile nella fotografia.
A cavallo tra il XIX e il XX secolo l’omosessualità appare anche nel cinema e sui fumetti.
Negli anni sessanta dell’800 un medico ungherese conia il neologismo greco-latino omo-sessuale, ma molti altri appellativi sorgono in contemporanea o di poco successivi, da quello indicante i poeti uraniani, a omofilo, a terzo sesso, o richiamandosi ai mitici e sempre presenti esempi dell’Androgino e di Ermafrodito, all’altamente peggiorativo e gergale frocio; mentre le lesbiche diventano tribadi, amazzoni, camioniste.
Alla fine del XIX sec. in Germania nasce il primo movimento omosessuale, precursore di quello odierno.

Il XX secolo ha portato alla ribalta nuovi nomi e altre parole per descrivere sempre la stessa cosa: gay o l’acronimo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). Il termine Queer è invece stato adottato, assimilato positivamente da un’iniziale sua significazione negativa.
Nel 1936 i franchisti fucilano il poeta spagnolo F. G. Lorca gridandogli contro “maricon”.
Nel 1975 viene barbaramente assassinato un altro poeta, questa volta italiano, P.P. Pasolini ed il caso viene frettolosamente chiuso essendoci un ragazzino reo confesso: una “storia da froci”.

fuori movimento omosessualita

L’atteggiamento sociale verso i comportamenti omosessuali ha conosciuto momenti di relativa tolleranza, come abbiamo visto, durante i quali la società ammetteva un certo grado di discussione ed esibizione pubblica del tema, anche attraverso l’arte e le produzioni culturali (come è avvenuto per esempio nell’antica Grecia, nella Toscana del Rinascimento o a Berlino e Parigi nell’anteguerra) alternandoli però a momenti di repressione durissima, come nell’Italia del Trecento, o nell’Europa della Riforma protestante e della Controriforma cattolica o ancora nel periodo a cavallo della Seconda guerra mondiale, durante il quale persero la vita diverse decine di migliaia di persone: la storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l’olocausto è così parte integrante di un breve ma intenso periodo di persecuzione generalizzata.

Dall’altra parte vi sarà la persecuzione dell’omosessualità nell’Unione Sovietica.
Dalla seconda guerra mondiale in poi l’atteggiamento sociale nei confronti delle persone omosessuali è andato migliorando, anche a seguito delle battaglie condotte a questo scopo dal movimento di liberazione omosessuale.

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