Come masturbare un uomo

A molti può sembrare una cosa ovvia, ma spesso si ignorano molti punti di piacere presenti nei genitali maschili, un po’ per come avviene per le donne.
E’ vero che negli uomini ci sono meno punti “speciali” ma quelli presenti se ben stimolati possono dare intense sensazioni.
Dai feedback raccolti dagli uomini emerge che spesso la masturbazione avviene con movimenti semplici che vanno a stimolare solo l’asta muovendo la mano “su-giù” lasciando poco spazio a tutte le altre zone e a manipolazioni che potrebbero essere più piacevoli.
I genitali maschili non sono formati solo dal pene, ma comprendono anche i testicoli (con lo scroto), il perineo e l’ano.
Il pene è composto, partendo dal basso, dall’asta – formata da 2 corpi cavernosi che, quando il pene è eretto, al tatto sono più turgidi – e dal corpo spongioso che risulta più morbido e al suo interno ospita l’uretra.
Il corpo spongioso è sul lato che “guarda i piedi”, resta più morbido perché deve proteggere l’uretra dalle frizioni meccaniche e per evitare che si comprima così da facilitare la fuoriuscita dello sperma durante l’eiaculazione. Il corpo spongioso è la parte più sensibile dell’asta, e appena sotto il frenulo del prepuzio si trova quello che molti chiamano il “punto G dell’uomo”. Questo è grande come una monetina e può stare a circa 1-2 cm sotto il prepuzio.

Le manovre del piacere

Il corpo spongioso può essere massaggiato da solo con movimenti lunghi, con pressioni localizzate usando i polpastrelli seguendo anche una direzione dal basso in alto e viceversa, o muovendoli circolarmente.
Il “punto G” può essere massaggiato in vari modi:
– direttamente con i polpastrelli usando vari movimenti, lineari o circolari
– facendo sì che il pollice lo vada a massaggiare quando tutta la mano scorre sull’asta

Per massaggiare l’asta si può usare una sola mano o entrambe. Oltre al classico movimento su-giù si possono aggiungere movimenti rotatori dove una mano gira in senso orario e l’altra antiorario, una può muoversi mentre l’altra stringe la base del pene a mimare un anello penico. Il movimento sull’asta di una mano si può unire alla stimolazione delle altre zone fatta con l’altra mano, generando quindi un bouquet di sensazioni diverse.

La parte del pene più sensibile in assoluto è il glande, il quale non presenta una sensibilità omogenea su tutta la superficie e, di conseguenza, non tutti gli uomini ne sono sensibili nello stesso modo.
Tra le zone più sensibili ci sono le “chiappette”, il punto in cui il glande assomiglia a un fondo schiena e da dove si inserisce il frenulo (formazione tendinea che solitamente unisce due parti e ne permette il movimento) che collega il prepuzio (la parte di pelle che protegge il glande, ricoprendolo, quando non viene “usato”). Il frenulo stesso è molto sensibile e talvolta una stimolazione diretta può anche essere fastidiosa.

L’apertura uretrale per molti da piacere se delicatamente stimolata, mentre altri preferiscono stimolazioni anche molto intense di questa zona.

anatomia del pene

Anatomia del pene

La corona del glande, che sarebbe la base al confine con l’asta, a volte può essere molto ricca di piccole escrescenze che hanno il compito di produrre lo smegma che serve per mantenere lubrificato e in buona salute il glande del pene e si chiamano papule.
Il glande si può:
– manipolarlo come se fosse il tappo di un barattolo e lo si volesse aprire e chiudere;
– compiere pressioni leggere sulla corona e sul glande come se stessimo palpando un frutto per capirne quando è maturo;
– seguirne i contorni con un dito;
– massaggiare singolarmente le zone sensibili (e ascoltando le reazioni comprendere quali sono le più piacevoli), come l’apertura uretrale, il frenulo, le chiappette e la corona;
– unire le mani come se dovessimo contenere qualcosa e usarle per massaggiare e schiacciare delicatamente il glande e la prima parte dell’asta, come a creare un fodero.

Alla base del pene ci sono i testicoli contenuti dentro lo scroto, che è un “sacchetto” di pelle che embriologicamente ha la stessa origine delle piccole labbra ed è sensibile quanto loro. Anche i testicoli possono essere manipolati in vari modi, ma sempre prestando attenzione perché molto delicati.
Lo scroto può essere pizzicato leggermente, massaggiato e carezzato seguendo le linee di giunzione, una a metà tra i due testicoli ed alla base. I testicoli possono essere “palpati”, strizzati e massaggiati, iniziando sempre con delicatezza e chiedendo un feedback al partner per sapere quanta intensità gradisce. Spesso è piacevole anche una strozzatura: pollice e indice si mettono tra testicoli e base del pene e si stringono le dita, come se volessimo chiudere lo scroto con i testicoli dentro.

Il pene ha una radice che lo ancora saldamente grazie ai muscoli del pavimento pelvico. Questa radice interna la si può percepire esternamente, da sotto i testicoli e quasi fino all’ano. E’ un punto spesso sconosciuto che se massaggiato può procurare molto piacere. Inoltre massaggiandolo esternamente si va a stimolare il “punto L” (dalla Dr.ssa Leonelli che lo ha scoperto). Si possono fare pressioni localizzate una volta che si è individuato il punto più piacevole, massaggiare lungo tutta la radice sia con polpastrelli, nocche o usando pollice e indice che cercheranno di prendere la radice e si muoveranno su di essa.
Al di là dello scroto vi è il perineo e l’ano, una zona ricca di terminazioni nervose che può essere tanto piacevole quanto tabù. La stimolazione può avvenire sia con un massaggio superficiale, ad esempio circolare intorno all’ano, che lo comprenda oppure che ci giri intorno “da lontano”, o farsi sempre più intimo andando a stimolare con i polpastrelli lo sfintere anale prima più delicatamente e poi più in profondità.
Se l’uomo gradisce una stimolazione più profonda, oltre a stimolare l’ano si può stimolare anche la prostata, conosciuta anche come “punto P”. La prostata al tatto appare come una prugna, corrugata e grande quanto una susina, e il suo turgore può cambiare in base all’eccitazione dell’uomo. La si può massaggiare in modi diversi, con movimenti circolari, muovendo il dito o i polpastrelli come a dire “vieni qua” o muovendoli “su-giù”.

Queste varie “mosse” possono essere fatte in associazione: ad esempio un massaggio sui testicoli unito alla stimolazione del glande, o glande ed asta, asta e perineo, e così via.
La cosa importante è comprendere quali punti richiedono maggiori attenzioni perché più sensibili, quindi comunicare e chiedere man mano. E soprattutto usare un buon lubrificante! Se poi vengono usati in associazione anche creme stimolanti dedicate all’uomo, si possono ottenere risultati speciali!

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